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L’EMENDAMENTO CHE PROROGA AL 2022 LA NOMINA DEI REVISORI ARRIVA POST SCADENZA NOMINE DEL 28 GIUGNO: UNA PAGLIACCIATA TUTTA ALL’ITALIANA!!!!!!!

Pubblicato il: 27/01/2021 – 11:09

L’emendamento al Dl Rilancio approvato in Commissione Bilancio alla Camera nei giorni scorsi, che proroga al 2022 il termine per nominare gli organi di controllo o il revisore nelle società a responsabilità limitata e nelle società cooperative costituite dopo il 16 marzo 2019, è sbagliato e dannoso”.

Inizia così una nota del CNDCEC pubblicata ieri sulla propria pagina ufficiale che, in qualità di Società di Revisione e prima di tutto professionisti, condividiamo totalmente.

Questo contributo ha lo scopo di essere una “protesta intellettuale”, più precisamente una denuncia ai continui soprusi che stanno subendo i Revisori sin dal Decreto Mille proroghe al fianco degli imprenditori.

Proprio così: i Revisori nascono per stare al fianco degli imprenditori e delle loro imprese, al contrario di quel che si sta cercando di far intendere negli ultimi sproloqui continui che si leggono di qua e di là.

A tal proposito si tiene a precisare che non siamo al mercato, dunque “non si compra un Revisore” a chi offre di meno. Che poi è risaputo, un prezzo troppo economico riserva sorprese, il più delle volte sorprese non gradevoli.

In aggiunta, ad aggravare una situazione già delicata di suo, è certamente la cattiva informazione degli ultimi giorni la quale purtroppo risulta essere concentrata troppo (non sarà che sia fatta apposta?) su alcuni punti, ben studiati nella loro formulazione, che incitano, irrispettosamente, a ricorrere a istituti come ad esempio: la revoca o risoluzione consensuale, mancando completamente di rispetto a tutti quei Professionisti (per fortuna tantissimi) che lavorano con serietà e che stanno già lavorando con estrema dedizione,  dal 16 Dicembre 2019.

Il Revisore che ha lavorato per quelle società, le quali sin dal 16 dicembre 2019 (prima data effettivamente ufficiale entro la quale doveva essere nominato l’Organo di controllo) si sente profondamente offeso professionalmente a causa delle continue informazioni concernente istituti come la Revoca ad esempio, perché magari è ritenuto solo un misero costo.

È proprio questa parola “costo” che si accosta impropriamente e in modo offensivo, ormai da diversi mesi accanto al nome “Revisore”. Il Revisore è considerato un costo quando si delineano le prime somme per un congruo e adeguato compenso, ed è ritenuto un costo anche per il mantenimento dello stesso incarico. Sbagliatissimo!

Un vero costo è quando la società chiude per fallimento portando i libri in tribunale perchè non c’è stata nessuna figura professionale accanto all’imprenditore a consigliare cosa e come risollevare i conti della società.

Un vero costo è quando nonostante il mancato guadagno, si devono pagare le imposte.

Un vero costo è quando non si riesce più a far fronte ai propri debiti.

Un costo è quando non si riesce più a pagare l’affitto del locale o dei mezzi aziendali.

Un Costo è quando non si pagano in modo reiterato le rate del mutuo e la banca si impossessa dei beni aziendali.

Un costo è vedersi revocare un fido.

Un costo è non vedersi remunerato il rischio imprenditoriale.

Un costo è iniziare a licenziare.

Un vero costo è vedersi liquidare tutte le immobilizzazioni aziendali e svalutare crediti che mai si incasseranno.

Un vero costo è perdere l’immagine dell’azienda sul mercato nonché la reputazione di quell’azienda nata da sacrifici e apporto del rischio imprenditoriale, perché si è preferito non nominare un Revisore a tempi congrui pensando di risparmiare.

Ad esempio, l’imprenditore che valuta un costo il pagamento dello stipendio di un suo dipendente non ha capito che il valore del capitale intellettuale è il vero successo della propria impresa.

Il Revisore incarna perfettamente il valore inestimabile del capitale intellettuale insieme a tutti i professionisti di cui si avvale l’imprenditore. Solo quando si comprenderà tutto questo non assisteremo più a emendamenti approvati dopo il termine inizialmente posto come scadenza entro la quale adempiere ad un obbligo di Legge.

È opportuno chiarire in questa sede, una volta per tutte che: il Revisore AIUTA l’imprenditore a risollevare i conti della propria azienda, grazie alla sua immensa preparazione (formata dopo anni di studio, energie spese ed esperienza sul campo).

Invece di rievocare istituti quali revoca e risoluzione consensuale, proviamo a fare un ragionamento diverso, magari anche più professionale e in ottica di sostegno a tutte le imprese che ad oggi hanno i parametri per nominare un Revisore.

È ormai noto a tutti che il CCII con conseguente segnalazione dell’OCRI entrerà in vigore a tutti gli effetti dal 2021. Data alquanto curiosa visto l’emendamento citato all’apertura di questo articolo.

Ma qual è la situazione migliore? Si prospettano due casi:

a)    Spostare il problema delle nomine (perché di questo si tratta, di un mero spostamento di quello che ad oggi è ritenuto tristemente un problema) al 2022 lasciando in acque agitatissime tutte le società che già ad oggi avrebbero dovuto nominare un Revisore? Lasciando nell’oblio di conti sfasatissimi senza apporti di correzioni o di monitoraggi?

oppure

b)   Arrivare preparati a non far scattare la segnalazione dell’OCRI perché magari il Revisore nominato o da nominare è riuscito in questo lasso di tempo, fino al Bilancio 2021 (se dovesse passare in definitiva l’emendamento) a riordinare i conti delle società bisognose?

È su questo che occorrerebbe attirare l’attenzione, è sulle vere funzioni dei rispettivi ruoli che dovrebbe essere il focus al fine di salvare realmente una società.

Lo slittamento delle nomine, apparentemente può sembrare una soluzione economica, ma se si reputa un costo un professionista non si immagina quanto possa costare non averlo affatto.

Primo fra tutti, un possibile scenario della mancata presenza del Revisore è il rapporto tra banca e impresa. Il Covid ha messo a dura prova tutte le società, le quali in gran parte carenti di liquidità. Ad esempio nessuno vieta all’imprenditore di far richiesta per l’accensione di un mutuo attraverso l’istruttoria ordinaria che si concretizza in queste richieste.

Senza un Revisore che certifica il Bilancio di una società con numeri da capogiro, quali sono le probabilità che la richiesta di mutuo vada a buon fine? Zero!

La ratio del CCII è prevenire (NON curare) ed è solo con il mantenimento dell’incarico dei Revisori già nominati che si previene un disastro economico ancor più grave della crisi post Covid.

 

Pubblicato il: 2020-07-03 08:45:54

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